SERVE AIUTO?

035-691087

Il teleriscaldamento

La nostra società è abilitata alla manutenzione e gestione di impianti di teleriscaldamento, si da essa costruititi o affidati.

Il teleriscaldamento è una forma di riscaldamento (di abitazioni, scuole, ospedali ecc.) che consiste essenzialmente nella distribuzione, attraverso una rete di tubazioni isolate e interrate, di acqua calda, acqua surriscaldata o vapore (detti fluido termovettore), proveniente da una grossa centrale di produzione, alle abitazioni con successivo ritorno dei suddetti alla stessa centrale. 

Funzionamento

La distribuzione effettuata con acqua calda, circa 80 - 90 °C, riduce tutta una serie di problematiche relative alla posa delle tubazioni e alle dilatazioni termiche delle stesse, ma le tubazioni saranno di diametro maggiore rispetto a quelle necessarie in caso di utilizzo di acqua surriscaldata o del vapore. Le centrali di produzione possono sfruttare diversi combustibili per produrre il calore necessario: gas naturale, oli combustibili, carbone, biomassa o anche rifiuti. La produzione di calore può essere anche associata a quella di energia elettrica: si parla in questo caso di cogenerazione. A destinazione il fluido termovettore riscalda, attraverso uno scambiatore di calore acqua-acqua o vapore-acqua (generalmente a piastre), l'acqua dell'impianto di riscaldamento della abitazione. Lo scambiatore, che in pratica sostituisce la caldaia o le caldaie, può produrre anche acqua di uso sanitario. In Italia lo scambiatore è soggetto, come le caldaie, alle normative e controlli ISPESL ed alla direttiva europea PED sugli apparecchi a pressione. Ogni impianto deve inoltre anche essere certificato secondo il D.M. 37/08 (ex legge 46/90).

Efficienza

In quanto impianto centralizzato di enormi dimensioni, la centrale di teleriscaldamento era fino agli anni '80 molto più efficiente di molte caldaie condominiali: non solo per le tecnologie più avanzate di cui faceva uso. Inoltre, un grande impianto anche dal punto di vista delle emissioni inquinanti era controllato molto di più di qualsiasi caldaia privata Oggi però la sistuazione è completamente ribaltata grazie alla tecnologia della condensazione e della microcogenerazione e delle energie alternative come il solare termico: infatti le caldaie cosiddette autonome ed anche le caldaie di medie dimensioni raggiungono efficienze impossibili per una centrale di teleriscaldamento, ciò a causa dei rendimenti superiori alle basse temperature delle caldaie a condensazione. Se infatti una centrale di teleriscaldamento deve produrre acqua calda a 90 gradi ed in alcuni casi surriscaldata sopra i 100, con rendimenti che posoono al massimo toccare il 92% del potere calorifico inferiore, una caldaietta può produrre acqua calda in loco a 40 gradi con un rendimento del 105% (sempre considerando il potere calorifico inferiore). La distanza dei luoghi scaldati rispetto alla centrale comporta delle eccessive dispersioni di calore durante il tragitto, che non rendono conveniente il teleriscaldamento dal punto di vista economico e termodinamico. In una configurazione tipica le dispersioni di calore ammontano a circa il 13-16% del calore immesso nella rete. All'aumentare della distanza si possono rendere necessarie anche delle stazioni intermedie che aumentano la pressione e la temperatura dell'acqua. Il teleriscaldamento ha in genere costi per le utenze finali elevati rispetto al tradizionale riscaldamento a metano, pur essendo ricavato da una "materia prima" a costo zero, come la termovalorizzazione di rifiuti o il recupero di calore dei fumi delle centrali. Presenta, quindi, dei vantaggi economici per il produttore ma non sempre un beneficio ambientale per la collettività.[ Altre volte il calore viene generato con materiale ligneo derivato da scarti e questa è una applicazione positiva del teleriscaldamento perché recupera materiale destinato alla distruzione. Prevalentemete l'acqua per teleriscaldamento viene prodotta tramite coogenerazione, cioè in centrali elettriche che attuano un recupero di calore che è il cascame energetico che producono; anche in questo caso però se si confrontano le efficienze di piccoli impianti di cogenerazione e si sommano le perdite per la distribuzione nelle reti elettriche, ci si rende subito conto della maggiore efficienza di questi ultimi. La termovalorizzazione dei rifiuti non risulta a costo zero, sia per il processo di selezione del rifiuto (ammesso che questo venga effettuato) che per il necessario apporto di combustibile tradizionale (solitamente metano) quando vengono bruciati e inceneriti alcuni tipi di rifiuti, ma rimane l'unica applicazione sensata per il teleriscaldamento perché sfrutta calore che altrimenti andrebbe perso.